(Foto di Pietro Massolo)
LAPIDARIUM

LA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI
ISTITUTO DI BELLE ARTI
(Foto di Pietro di Massolo)
Ipogeo di Via Livenza
1923: la costruzione di una palazzina, nei pressi dell’odierna Via Po (quindi non lontano dall’antica Via Salaria), porta alla scoperta di un edificio un po’ misterioso di età romana, comunemente denominato “ipogeo di Via Livenza”. Da un punto di vista archeologico, ci troviamo chiaramente nell’area del “sepolcreto salario”, cioè in una zona cimiteriale.
Si tratta di un’aula allungata absidata e di ambienti secondari, forse di servizio. La parte conservata visibile si limita ad una relativamente piccola area trapezoidale.
La funzione precisa dell’edificio, datato alla seconda metà del IV secolo d. C. sulla base del tipo di muratura, è ancora in discussione. La presenza di una vasca piuttosto profonda ha fatto pensare a un antico battistero. Ma le ipotesi sono molte.
Vi si accede tramite una scala che conserva ancora alcuni gradini originari. In effetti, l’edificio era sotterraneo sin dalle origini.
Scesa la scala, ci si trova in un ambiente di forma irregolare, chiuso da muri molto alti e poco illuminati che mostrano chiaramente sovrapposizioni di epoche diverse. Fin qui, nulla di particolarmente eccitante.
Ma sul lato sinistro (lato nord), per fortuna molto illuminato, si apre al visitatore un vero spettacolo archeologico: archi, pitture in gran parte ben conservate e una vasca rettangolare profonda due metri e mezzo accessibile, entro certi limiti, tramite 4 gradini piuttosto stretti.
Una meraviglia!
Particolarmente interessanti sono il frammento di un mosaico, sul lato sinistro del fondo dell’aula, che forse rappresenta San Pietro nell’atto di far scaturire l’acqua da una pietra per battezzare un centurione, e (sulla parete di fondo) la rappresentazione ad affresco, molto dinamica e armoniosa, di Diana cacciatrice con due cervi.
Se l’interpretazione del frammento di mosaico è giusta, ci troviamo di fronte alla coesistenza di elementi pagani e cristiani. Come si spiega?
Si può trattare di una forma di sincretismo religioso e filosofico nello stesso tempo, all’epoca molto diffuso.
Comunque sia, qui la bellezza e il mistero dominano….
Per approfondire:
http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_antica/monumenti/ipogeo_di_via_livenzacristiano.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ipogeo_di_via_Livenza
http://www.romasotterranea.it/ipogeodivialivenza.html
http://www.sotterraneidiroma.it/visite-virtuali/item/ipogeo-di-via-livenza
(Foto di Pietro Massolo)
INSULA ROMANA DI SAN PAOLO ALLA REGOLA
IL PROBLEMA DELLE ORIGINI DI ROMA-SPUNTI DI RIFLESSIONE
La tradizione relativa a Romolo e Remo è sicuramente piuttosto tarda rispetto all’epoca della fondazione ufficiale, posta nel 753 a. C. dall’erudito Varrone, un contemporaneo di Giulio Cesare.
Inoltre, i primi 4 re di Roma sono probabilmente leggendari.
Quindi la storia di Roma come centro urbano dovrebbe iniziare con i re etruschi, ai quali certamente è da attribuire la creazione di una vera e propria città. Mi riferisco in particolare al prosciugamento dell’area del Foro e alla costruzione delle famose Mura Serviane. Infatti la parola Roma è molto probabilmente di origine etrusca.
Quindi il nome Roma non deriva da Romolo, ma è piuttosto vero il contrario.
Risulta chiaro che la questione è molto più complicata di quanto possa sembrare.
Stando ai più recenti e accreditati studi, risulta che Roma nasce dalla fusione progressiva dei villaggi formatisi nel tempo sui “sette colli” che emergono all’interno di un territorio molto paludoso e insalubre. Ma è difficile stabilire una precisa cronologia.
Questo territorio, caratterizzato da una pianura paludosa e da moltepluci arre collinari, più adatto alla pastorizia che all’agricoltura, possiede però tre elementi importantissimi e direi decisivi: la presenza di acqua in abbondanza, un fiume molto lungo e dal corso abbastanza costante (quindi utilizzabile per il trasporto di merci) e un importante guado.
La leggenda della fondazione si è formata grazie ad un processo detto di “condensazione” dei fatti. In sostanza, la memoria storica è stata condensata in una “leggenda” organica e compiuta (sia pure con alcune varianti), diciamo così, che però contiene elementi fattuali e non puramente fantasiosi.
Il dato forse più interessante è che le ricerche archeologiche hanno dimostrato la presenza di un villaggio di capanne i cui resti sono ancora visibili sul Palatino, nei pressi della Casa di Augusto, risalente più o meno al IX secolo a. C., il che conferisce un certo credito alla tradizione della fondazione della città detta “romulea” proprio sul Colle Palatino.
Aggiungo che ancora prima della nascita di Roma l’area attorno all’Isola Tiberina era sicuramente già molto frequentata, anche se non urbanizzata, per la presenza dell’importantissimo guado del Tevere. In quel punto, infatti, s’incrociavano le principali vie che attraversavano la penisola italica da nord a sud e da est a ovest.
La leggenda di Ercole e Caco, riportata da Virgilio nell’Eneide, è secondo me la prova di una presenza, già in età preromana, di un’attività di allevamento e soprattutto di vendita di bestiame. Infatti quell’area si chiama FORO BOARIO!
https://massolopedia.it/?page_id=1043
Io sono convinto che la prima radice di Roma, intesa come centro urbano, sta proprio lì.
IL PALAZZACCIO
(Foto di Pietro Massolo)




















