L’AQUILA: ARTE SACRA
JHERONIMUS BOSCH
| “La caratteristica veramente sconcertante della pittura di Bosch è che, nonostante tutta la profusione di realismo, quasi fin dall’inizio esso si sforza di esprimere l’immateriale. » |
| (Hieronimus Bosch di A. Linfert (1959)) |
| « Bosch evoca un male immateriale, un principio di ordine spirituale che deforma la materia, un dinamismo che agisce in senso contrario a quello della natura. » |
| (Jérome Bosch di L. van de Bossche (1944)) |
JEAN MICHEL BASQUIAT
JEAN ARP
HOKUSAI
Il 12 ottobre è iniziata l’esposizione delle opere di Hokusai e dei suoi seguaci nel Museo dell’Ara Pacis.
http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/hokusai_sulle_orme_del_maestro
Il pittore giapponese Hokusai (1760-1849) è stato il grande e indiscusso Maestro dello stile detto “ukiyoe”, che tradotto significa (più o meno) “immagine del mondo fluttuante”.
Famoso soprattutto per la raccolta di stampe intitolata “Trentasei vedute del Monte Fuji” (che subito fa pensare per analogia alle trenta vedute della Cattedrale di Rouen di Monet), Hokusai fu un artista completo e molto moderno, anche perchè si cimentò in generi di solito considerati meno rilevanti nella Storia dell’Arte, come l’illustrazione di libri gialli e per ragazzi.
L’importanza storico-culturale di Hokusai va ben oltre l’ambito del Giappone. Le sue opere furono, infatti, un’importante fonte d’ispirazione per i grandi maestri dell’Impressionismo.
Infatti, se è vero che gli impressionisti francesi determinarono una svolta radicale e la nascita di quella che viene comunemente definita “arte moderna”, è anche vero che la scoperta dell’arte orientale e di Hokusai in particolare ebbe un ruolo importantissimo in questa svolta, soprattutto dal punto di vista del concetto estetico generale.
Mi riferisco in particolare alla cosiddetta “stesura piatta”, cioè all’abbandono della prospettiva e del chiaroscuro, preponderanti nella pittura “accademica”, e alla ricerca di una rappresentazione il più possibile aderente al momento irripetibile di una realtà sempre mutevole. Si veda, a questo proposito, la famosa opera “La grande onda di Kanagawa”.
Non c’è un vero studio prospettico, manca il chiaroscuro, i colori sono netti. Fa pensare alle opere grafiche di Toulouse-Lautrec.
E che cosa c’è di più mutevole di un’onda marina?
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Copia di ignoto tratta da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Katsushika_Hokusai#/media/File:The_Great_Wave_off_Kanagawa.jpg
Per approfondire:
http://sakuramagazine.com/hokusai-larte-di-hokusai-influenza-anche-loccidente/
http://www.treccani.it/enciclopedia/katsushika-hokusai/
http://www.treccani.it/enciclopedia/hokusai_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/
http://www.treccani.it/enciclopedia/ukiyo-e/
https://it.wikipedia.org/wiki/Katsushika_Hokusai
https://it.wikipedia.org/wiki/Henri_de_Toulouse-Lautrec#Toulouse-Lautrec_grafico
GIOVANNI BOLDINI
| “Era un artista ultra chic, in suo modo particolare, specialmente quando ritraeva lungiformi signore dell’alta società internazionale che appaiono dipinte come sotto un vetro traslucido. Esperto di quel mondo e della letteratura francese che lo ha rappresentato, interpretava molto bene la più alta eleganza femminile in un’epoca in cui era anche troppo rivestita dagli artifici dei sarti e delle modiste, figurativamente legata in pose ambigue che stanno tra il salotto e il teatro. Ma quei ritratti hanno un forte potere d’incanto: rivelano spontanee e sicure doti di pittore… » |
| (Berenson, 1958) |
GIACOMO BALLA
GEORG BASELITZ
EDWARD HOPPER
Edward Hopper (1882-1967) è considerato uno dei più grandi artisti americani del Novecento.
Dotato di una solida formazione artistica accademica, viaggiò in Europa a partire dal 1906 e potè in questo modo conoscere direttamente sia la pittura impressionista, sia le grandi ‘avanguardie’ del Novecento.
L’influenza spirituale della tradizione impressionista risultò decisiva nell’evoluzione della sua arte.
Legato alla tendenza realistica e figurativa, Hopper ha saputo rappresentare in modo originalissimo le inquietudini e la solitudine dell’uomo contemporaneo.
Al Complesso del Vittoriano fino al 12 febbraio.
