HELMUT NEWTON

Formatosi precocemente come fotografo nella Germania nazista e costretto ad emigrare nel 1938 essendo ebreo, Helmut Newton (1920-2004) condusse un’esistenza piuttosto avventurosa.
Negli anni ’50 cominciò a riscuotere  successo come fotografo di moda e si specializzò nel nudo femminile.
I giudizi su di lui sono stati, ovviamente, molto controversi. Fu considerato persino razzista ed anche un puro pornomane privo di vero talento. Ma non sono giudizi obiettivi. La sua opera rimane comunque, a prescindere dalle opinioni, una pietra miliare nella storia della fotografia.
I suoi ‘ritratti’ femminili, soprattutto dalla fine degli anni ’60, suscitarono scandalo per gli atteggiamenti provocatori delle modelle e per gli espliciti richiami al sadomasochismo.
Certamente la sua creatività deve essere collocata e compresa nel contesto della cosiddetta ‘rivoluzione sessuale’, ma conserva un indubbio significato estetico e socioculturale anche oggi.
Le sue opere ebbero successo, infatti, non soltanto perché erano e -almeno in parte- sono tuttora provocatorie e cariche di erotismo.
A  lui è stato riconosciuto universalmente il valore di grande sperimentatore della tecnica fotografica. Nel nudo femminile fu e rimane un grande maestro.
“WHITE WOMEN/SLEEPLESS NIGHTS/BIG NUDES”
Al Palazzo Ducale di Genova fino al 22 gennaio. 

MOSCA: RAFFAELLO. LA POESIA DEL VOLTO

La fama di Raffaello ha superato tutti i confini.
Il che è comprensibile, visto che si tratta di uno dei più grandi ed assoluti geni dell’arte di tutti i tempi. Frequenti sono stati i riferimenti al sommo artista urbinate anche nella cultura russa.
RAFFAELLO-LA POESIA DEL VOLTO è una di quelle mostre che, se non altro per il problema dello spostamento delle opere e del conseguente strascico di polemiche, ha tutto ciò che serve per acquisire un carattere ‘storico’.
Raffaello è stato un maestro anche nella ritrattistica, che proprio nel Rinascimento aveva avuto un grandioso sviluppo dopo il lungo intervallo medioevale.
Il Sanzio si dedicò al ritratto sin dagli anni giovanili. I suoi ritratti mostrano realismo, capacità straordinaria di penetrazione psicologica, spazialità magistrale. Per questo le persone da lui ritratte sono, a distanza di secoli, ancora vive e capaci di dialogare in modo intenso e profondo con l’osservatore.
Alla fin fine….solo sublime ed immortale poesia!
Museo Puškin di Mosca, fino al prossimo 11 dicembre.
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Pu%C5%A1kin_delle_belle_arti

Monet

Monet. Capolavori dal Musée Marmottan
Complesso del Vittoriano, fino al 3 giugnohttp://www.ilvittoriano.com/mostra-monet-roma.html
http://www.romatoday.it/eventi/monet-mostra-roma-biglietti-informazioni.html“Sono 60 le opere provenienti dal museo parigino che attraversano l’intera carriera artistica di Monet, tratteggiandone il percorso artisico e l’evoluzione stilistica. Dalle luci alle pennellate, è evidente nel maestro impressionista una ricerca continua, sempre en plain air, per raccontare la natura. Tra le opere esposte le Ninfee, ovviamente, ma anche Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi, e i salici piangenti della sua casa di Giverny.” Da: https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/le-mostre-da-non-perdere-a-roma-a-gennaio-e-febbraioSCHEDA ESSENZIALE DELL’ARTISTAClaude-Oscar Monet (1840-1926) è la quintessenza dell’Impressionismo: pittura “en plein air”, rappresentazione dell’immediata percezione soggettiva, dominio del colore e della luce…
Monet è stato il protagonista assoluto della rivoluzione artistica che ha sconvolto la cultura europea nella seconda metà dell’Ottocento, soppiantando definitivamente la pittura “accademica” e dando inizio a quella che chiamiamo “arte moderna” (nel senso pieno della parola).

Claude Monet, Étretat, tramonto (1883); olio su tela, 60.5×81.8 cm, North Carolina Museum of Art, Raleigh, Stati Uniti
(foto da Wikipedia: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Claude_Monet)

MILANO: MANET

Quando è nata la cosiddetta ‘arte moderna’?
Impossibile dare una risposta, nel senso che le risposte sono tante e contraddittorie.
Tutto dipende dal concetto che si ha della cosiddetta ‘modernità’, non facile da definire.
Comunque, gli studiosi sono propensi a considerare E. Manet come uno dei padri di ciò che chiamiamo, oggi, ‘arte moderna’.
Manet e gli ‘impressionisti’, poco dopo la metà dell’Ottocento, hanno rivoluzionato il mondo dell’arte, hanno cambiato il rapporto fra l’arte e la società…..

MILANO: KEITH HARING – ABOUT ART

Keith Haring (1958-1990) è stato uno dei massimi esponenti del cosiddetto ‘graffitismo metropolitano’ o ‘writing’, una forma d’arte contemporanea (molto contemporanea!) basata sulla libertà d’espressione della creatività nel contesto urbano ai limiti e spesso oltre i limiti della legalità.
Muri, mezzi pubblici e talvolta anche monumenti storici vengono ‘imbrattati’ con disegni e pitture varie, con risultati che talvolta possono essere considerati decisamente artistici nel senso di esteticamente validi ed anche socialmente ‘impegnati’.
Haring ha inventato uno stile molto personale, chiaramente e volutanente infantile nel senso di spontaneo, basato su tutti gli stimoli che il mondo dei mass media offriva ad una fervida immaginazione. Nella sua formazione, in particolare i cartoni animati di Walt Disney hanno avuto un ruolo decisivo.
Colori vividi, nette linee di contorno, eliminazione totale delle modalità tipiche dell’arte accademica: vera arte moderna basata sull’immediatezza del messaggio tipica del linguaggio pubblicitario, ma su temi di grande rilevanza sociale e politica.
Fino al 18 giugno al Palazzo Reale di Milano.

MILANO: KANDINSKIJ

Fino al 9 luglio 2017 il padre dell’astrattismo in mostra al MUDEC (=Museo delle Culture) di Milano.
Cominciamo col chiarire un punto fondamentale: l’astrattismo non è ‘uno’ dei tanti ‘movimenti’ artistici del Novecento.
È ‘il’ movimento artistico determinante, centrale, rivoluzionario di tutta l’arte del Novecento. Non è concepibile la cultura del XX secolo senza l’astrattismo. Sotto molti aspetti, possiamo dire che il senso più autentico e profondo di tutta l’arte del secolo scorso è proprio l’abbandono della forma ‘naturale’ a vantaggio di quella ‘astratta’. Il che presuppone una trasformazione radicale del concetto di arte e del rapporto tra l’arte e la società. L’artista rappresenta non la realtà, bensì il prodotto della sua immaginazione creativa, che ormai non accetta più alcuna limitazione. Con questo non voglio dire che l’arte del Novecento sia stata tutta astratta e non figurativa perché una simile affermazione sarebbe assurda. Voglio dire, invece, che anche laddove sembra ‘figurativa’, la produzione artistica veramente innovativa del cosiddetto ‘secolo breve’ ha sempre avuto un’intrinseca natura astrattista. E questo risulta evidente per il cubismo, il futurismo, la metafisica, il surrealismo, il realismo magico, l’informale, insomma per tutte quelle che sono state le principali correnti artistiche.
Ciò detto, veniamo al grande  Vasilij Vasil’evič Kandinskij (1866-1944).
Kandinskij, pittore e teorico, sosteneva la necessità di esplorare la ‘dimensione spirituale’ dell’arte. Il principio basilare è il colore. Il colore è capace di far vibrare l’anima dell’osservatore perché possiede qualità intrinseche universali. Tra le opere che esprimono meglio questo concetto possiamo citare ‘Giallo, rosso e blu’ del 1925.
GIALLO, ROSSO E BLU
Si tratta di un lavoro assolutamente sublime. Qui c’è tutto il senso della sua pittura e di gran parte dell’arte del Novecento.
Kandinskij non partì dall’astrazione. Ci arrivò con una certa gradualità. Obiettivo della mostra è proprio quello di far capire la sua evoluzione artistica attraverso 85 opere.

MILANO: HOKUSAI, HIROSHIGE, UTAMARO. LUOGHI E VOLTI DEL GIAPPONE.

200 silografie policrome degli artisti giapponesi Hokusai, Hiroshige e Utamaro.
La mostra è molto interessante soprattutto perché permette non solo di conoscere aspetti  importanti dell’arte e della civiltà nipponica, ma anche di approfondire le origini dell’arte impressionista e postimpressionista, visto che le stampe giapponesi esercitarono una grande influenza su artisti come Monet, Van Gogh e Gauguin.
Milano – Palazzo Reale, fino al 29 gennaio 2017

 

MILANO: “MADONNA DELLA MISERICORDIA” PIERO DELLA FRANCESCA

Palazzo Marino ospita una delle opere-chiave del Rinascimento: la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, proveniente dal Museo Civico di Sansepolcro.
L’opera, la prima documentata di Piero, è la parte centrale di un polittico che fu realizzato su commissione della Confraternita della Misericordia di Sansepolcro.
Pittore-umanista e matematico, Piero della Francesca è stato senza ombra di dubbio non solo uno dei grandi maestri del Rinascimento, ma anche un genio universale indiscusso della pittura.
La sua opera condensa, in una sintesi perfetta e in uno stile personalissimo, tutte le caratteristiche essenziali della grande rivoluzione rinascimentale, con particolare riferimento allo studio scientifico della prospettiva ed alla composizione geometrica.
A Palazzo Marino fino all’8 gennaio.

 

LOS ANGELES: RENAISSANCE AND REFORMATION: GERMAN ART IN THE AGE OF DÜRER AND CRANACH

Per comprendere i complessi e spesso contraddittori rapporti tra il Rinascimento e la Riforma bisogna fare un viaggetto temporale nella Germania di Lutero.
Possibile!
Basta andare a Los Angeles e vedere la mostra:
Renaissance and Reformation: German Art in the Age of Dürer and Cranach.

Con oltre 100 opere tra pitture, disegni e sculture potremo conoscere meglio Dürer, Cranach, Holbein ed altri artisti che hanno contribuito in modo decisivo a far passare la Germania, e non solo, dal Medioevo all’Età Moderna, in stretta connessione con quel movimento religioso chiamato Riforma protestante.
Al ‘LACMA’ (LOS ANGELES COUNTY MUSEUM OF ART) fino al 26 marzo.

LONDRA: JAMES ENSOR

James Ensor (1860-1949), pur essendo vissuto come un isolato incompreso per buona parte della sua vita, ha esercitato una vasta e profonda influenza sull’arte del XX secolo.
La sua pittura, orientata a cogliere l’aspetto non apparente, bensì profondo e nascosto della realtà, ha anticipato l’espressionismo, i fauves ed anche il surrealismo.
Osservando le sue opere si capisce quanto Ensor sia stato attratto dalla letteratura fantastica, in modo particolare da Edgar Allan Poe.
Fu anche un grande sperimentatore, nel senso che riuscì ad esprimersi con stili diversi.
Paradossalmente, fu amato dagli artisti più che dalla critica ufficiale.
Con il passare del tempo, però, con le sue opere stravaganti, inquietanti e dissacratorie, in cui molto spesso compaiono maschere e figure fantastiche, ottenne riconoscimenti ufficiali molto importanti.
Oggi è considerato come uno dei padri delle avanguardie del Novecento.
Alla Royal Academy of Arts fino al 29 gennaio.