Al Chiostro del Bramante, fino al 2 luglio, possiamo ammirare (o criticare: in questo caso dipende proprio dai gusti) 100 lavori di un grande della ‘street art’, uno dei protagonisti della cultura e della società newyorkese degli anni ’80.
Jean-Michel Basquiat (1960-1988) ha avuto indubbiamente un ruolo di primo piano nell’affermazione e nel riconoscimento del graffitismo come forma d’arte riconosciuta a livello internazionale.
Come Haring, Basquiat fu molto influenzato dai cartoni animati televisivi.
La sua biografia appare chiaramente come un tipico mix di difficoltà adolescenziali di varia natura, genio precoce, sregolatezza ed incontri determinanti (come quello decisivo con Andy Warhol, suo nume tutelare, in un ristorante del quartiere Soho).
I tratti distintivi della sua arte sono le immagini tendenzialmente infantili e l’utilizzo delle parole inserite come parte integrante dell’opera, una chiara influenza derivante dal mondo del fumetto.
