IL COLLOQUIO TRA SAN FRANCESCO E IL SULTANO

IL SANTO PATRONO D’ITALIA HA DAVVERO APPROVATO LE CROCIATE?
La questione del colloquio tra San Francesco e il Sultano  è estremamente attuale, visto che viviamo in un’epoca caratterizzata da immigrazionismo ideologico, terrorismo islamico fondamentalista, relativismo e antioccidentalismo radical-chic.
Si è discusso molto sulla presunta approvazione delle Crociate da parte di San Francesco, il Patrono d’Italia, riconosciuto dalla tradizione anche come “Alter Christus”.
Stando ad una testimonianza attribuita a Sant’Illuminato da Rieti, uno tra i primi seguaci del “poverello d’Assisi”, San Francesco, nel famoso colloquio con il Sultano avvenuto nella città di Damietta d’Egitto nel 1219, avrebbe approvato in modo espilicito la guerra contro i musulmani (FONTI FRANCESCANE 2690-2691).
Mi risulta che questa testimonianza è stata considerata un falso storico.
Non entro nel merito della questione non avendo sufficienti elementi.
Tuttavia, vorrei far notare che l’attualizzazione del messaggio spirituale di San Francesco in senso – diciamolo pure perché è evidente – “buonista”, “pacifista” o addirittura “relativista” a me pare francamente una forzatura politico-ideologica da respingere sul piano della realtà storica oggettiva.
San Francesco non può e non deve essere considerato un “pacifista” nel senso moderno del termine. Ripeto: nel senso moderno del termine, a scanso di pericolosissimi equivoci.
San Francesco era lontanissimo dal buonismo e dal relativismo culturale e religioso oggi dominante. Per lui la Verità era una sola: la Fede Cristiana Cattolica, rivelata da Cristo e trasmessa e custodita dalla Chiesa Cattolica.
Per quanto riguarda l’Islam, risulta evidente dalle testimonianze storiche che la finalità fondamentale, al di là di ogni ragionevole dubbio, del viaggio del Santo nei territori dominati dall’Islam era quella di predicare questa Verità ad ogni costo, anche pagando con il martirio, ovviamente.
Predicare e se possibile convertire. Non intendo, si badi, trascurare il suo tentativo realistico, questo sì molto “moderno”, di aprire un canale politico-diplomatico.
A questo proposito, vorrei citare un passo chiarissimo della REGULA NON BULLATA, un documento storico di accertata e assoluta validità: (RegNB XVI, 1-10: FONTI FRANCESCANE 42-43) «Dice il Signore: Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe (Mt 10, 6). Perciò quei frati che, per divina ispirazione, vorranno andare fra i Saraceni e altri infedeli, vadano con il permesso del loro ministro e servo. Il ministro poi dia loro il permesso e non li ostacoli se vedrà che essi sono idonei ad essere mandati; infatti dovrà rendere ragione al Signore, se in queste come in altre cose avrà proceduto senza discrezione. I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono ordinare i rapporti spirituali in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio (1Pt 2,13) e confessino di essere cristiani. L’altro modo è che, quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché,se uno non rinascerà per acqua e Spirito Santo non potrà entrare nel regno di Dio (Gv 3,5)».

Un altro testo molto chiaro e interessante è tratto dalla Chronique d’Ernoul e riguarda proprio il colloquio con il Sultano:

«Se tu, sire, vorrai credere alle nostre parole, noi consegneremo la tua anima a Dio, perché ti diciamo in verità che se tu morrai in questa legge che ora professi, sarai perduto né mai Dio avrà la tua anima. Proprio per questo noi siamo venuti. Ma se ci darai ascolto e vorrai comprendere, noi ti mostreremo con argomenti irrefutabili, alla presenza dei piú saggi dottori del regno, se li vorrai convocare, che la vostra legge è falsa» (FONTI FRANCESCANE 2232).

Per queste e altre testimonianze:
http://www.internetsv.info/Terrorismo.html