FANTASMI ROMANI

Roma, con i suoi circa 2800 anni di Storia, è una città in cui il passato e il presente convivono e non potrebbe essere diversamente.
Speriamo, anzi, che questa convivenza possa durare e che non ci siano mai più interventi “urbanistici” che in nome del “progresso” cancellano parti importanti di questo vissuto ineguagliabile. Purtroppo ve ne sono stati molti nel passato…
Si capisce quindi benissimo perché nella Città Eterna le tradizioni relative ai fantasmi, antichi e moderni, siano tanto numerose.
Bisogna fare una distinzione, innanzitutto, fra le tradizioni che fanno parte del cosiddetto “folklore” romano e quei “fatti” che invece possono rientrare nel novero dei fenomeni “paranormali”.
Alla prima categoria appartiene senz’altro il fantasma di Beatrice Cenci, condannata a morte e decapitata nel 1599 per concorso nell’omicidio del padre, il nobile Francesco Cenci. Il fantasma decapitato di Beatrice, che si aggira, secondo la tradizione, a Ponte Sant’Angelo di notte ogni 11 settembre (giorno dell’esecuzione), è secondo me molto attuale in senso socio-culturale e direi persino “politico” in senso lato. Infatti, Beatrice era stata vittima della brutalità del padre, per cui possiamo dire che rappresenta un po’ il simbolo della donna vittima della violenza maschile, un problema sempre attuale, purtroppo.
Alla seconda categoria ritengo di dover ascrivere, invece, il caso dei fantasmi di una palazzina al numero 57 di Via del Governo Vecchio, teatro nel 1861 (ma pare ancora oggi…) di una serie di fenomeni del tipo “Poltergeist”: improvvisi movimenti di oggetti, suoni di catene eccetera. Da notare che gli strani fenomeni, oltre a costringere alla fuga i coniugi Tromba che abitavano nell’appartamento infestato, furono testimoniati da diverse persone, fra cui anche agenti di polizia.
Ai fantasmi si può credere oppure no.
Ma un fatto è certo: sono parte integrante (e molto affascinante, ovviamente) della tradizione romana e come tali meritano rispetto e attenzione da parte di chi è veramente interessato a conoscere la cultura e direi proprio l’anima del popolo romano, scettico sì, ma non troppo….
 
Per approfondire:
 
Voglio segnalare anche il bel libro di 
Fabrizio Falconi, ‘I fantasmi di Roma’, 
ed. Newton Compton-2010.