L’ERMENEUTICA MODERNA CONTRO IL TERRORISMO ISLAMICO?

Alcune parti del Corano, si sa, sono interpretate dai terroristi islamici fondamentalisti come un chiaro incitamento alla guerra e alla violenza in generale. Altri versetti, però, sono nettamente orientati verso la tolleranza. Il dibattito sul problema del rapporto tra l’Islam in generale e la violenza è drammaticamente attuale. Molti sostengono che la religione islamica è intrinsecamente violenta e intollerante, altri che è addirittura una “religione di pace”. Anche se può sembrare paradossale, entrambe le tesi hanno, o almeno possono avere, fondamenti oggettivi.
Come studioso di storia delle religioni, posso dire che la questione è difficilmente risolvibile sul piano strettamente  storico-filologico. Sta di fatto, comunque, che molti autorevoli studiosi stanno cercando di minare le basi del fondamentalismo mediante un’interpretazione del Corano basata sulla moderna “ermeneutica”.
Mi riferisco chiaramente soprattutto ai versetti “violenti”, che potrebbero essere “depurati” o “neutralizzati” utilizzando gli strumenti della moderna esegesi testuale. In modo particolare, si sta cercando di dimostrare la legittimità di un’interpretazione diversa basata sulla “contestualizzazione”del testo.
Lodevole iniziativa, ma la questione è molto complessa. 
Cercherò di spiegare perché.
Innanzitutto, il Corano non è un testo filosofico. È un testo religioso e come tale viene letto ed “interpretato” da più di un miliardo di fedeli in tutto il mondo, totalmente indifferenti rispetto alle “contestualizzazioni” e alle regole dell’ermeneutica. Il concetto stesso di contestualizzazione è estraneo alla “mentalità religiosa”, che sente e vive il testo sacro come qualcosa di assoluto e quindi di “metastorico”.
A questo si deve aggiungere che la religione islamica non si basa soltanto sul Corano. Nessuna religione si è mai basata soltanto su un testo sacro. Nel caso specifico dell’Islam, dobbiamo tener presente che accanto al Corano sussiste la “tradizione”, costituita essenzialmente dai detti e dai fatti del Profeta Muhammad. Si tratta dei cosiddetti “ahadith” che sono stati tramandati dopo la morte del Profeta. Mi risulta che esistono milioni di ahadith….
Infine, dobbiamo tener presente che la tradizione religiosa islamica non è univoca. La stragrande maggioranza dei musulmani segue la regola “sunnita”, ma circa il 15 per cento è di osservanza “sciita”. Il contrasto fra i due gruppi è antico e violentissimo. Ci sono poi molti altri gruppi che possiamo per comodità definire “eterodossi”.
Conclusione: è lodevole e meritorio cercare di contrastare il terrorismo islamico fondamentalista attraverso l’ermeneutica moderna applicata al Corano, ma è un po’ come pretendere di svuotare il mare con un cucchiaio e un secchiello.

IL SEGRETO (DI PULCINELLA) DELLA STABILITÀ ECONOMICA

Da quando è iniziata la “rivoluzione industriale”, verso la metà del Settecento, il mondo del lavoro è stato in gran parte sottomesso all’andamento molto variabile del mercato (a prescindere dai risvolti ecologici, su cui pure si dovrebbe discutere).
In estrema sintesi: la fabbrica assorbe lavoratori, finché il mercato assorbe il prodotto.
Poi, quando fatalmente il mercato è saturo (o comunque per varie altre ragioni si ferma la domanda), il profitto finisce, l’azienda chiude ed espelle i lavoratori.
Il meccanismo è molto semplice e spietato nello stesso tempo.
A quel punto, per evitare gravi problemi sociali, lo Stato deve in un modo o nell’altro intervenire.
Dall’Ottocento ad oggi, sicuramente molte cose sono cambiate in termini di tutela dei lavoratori e assistenza sociale, ma il meccanismo che lega strettamente il lavoro al mercato non è cambiato.
Si era pensato di risolvere tutto, o quasi, attraverso la statalizzazione e/o la collettivizzazione dei mezzi di produzione, ma gira gira anche così il prodotto industriale finisce comunque in un mercato che, per quanto possa essere controllato, è pur sempre dominato dalla ferrea legge della domanda e dell’offerta.
Sta qui il punto essenziale del problema, come la cronaca di tutti i giorni dimostra.
L’Italia è diventata un paese industriale negli anni ’50 e ’60, pur essendo piuttosto povera in termini di risorse minerarie ed energetiche.
La sua naturale, meravigliosa vocazione agricola (e turistica) è stata pesantemente sacrificata in nome di una cieca fede nel progresso industriale, che ormai da decenni ha mostrato i suoi risvolti molto negativi, anche sul piano ecologico, come dimostra l’annoso dramma dell’ILVA di Taranto.
A mio avviso, se non si cambia drasticamente il cosiddetto “modello di sviluppo” continueremo a discutere all’infinito di cassa integrazione, di disoccupazione, di inquinamento eccetera.
È ovvio che anche i prodotti agricoli sono soggetti all’andamento del mercato, ma in misura molto minore, come dimostra la “legge” scoperta dall’economista tedesco Ernst Engel negli anni ’50 dell’Ottocento: la proporzione di reddito spesa per i prodotti alimentari diminuisce se aumentano i redditi, ma tale proporzione sale se i redditi diminuiscono.
La legge di Engel, più volte verificata, costituisce la prova evidente che il segreto della stabilità e direi della prosperità economica sta nell’agricoltura, come avevano capito i “fisiocratici” già nel Settecento.

IL MICIDIALE CARRELLO-KILLER 

IL MICIDIALE CARRELLO-KILLER 
Forse non ci avete mai pensato, ma vi posso assicurare che, parafrasando Marx ed Engels, un potenziale assassino si aggira in metropolitana…e non solo lì….
Si tratta del carrello, detto anche ‘trolley’ o ‘carrello da viaggio’.
Se alla Stazione Termini dovete passare dalla linea a alla b o viceversa, sappiate che qualcuno, prima o poi, metterà seriamente in pericolo la vostra incolumità.
Qualcuno che si muove in modo sbadato e maldestro, diciamo così, con il carrello appresso. Per fortuna non tutti i portatori di carrello sono disturbati. La categoria non mi consideri un nemico. Però rimane il fatto che chi porta il carrello in mezzo alla folla che si muove velocemente è comunque un pericolo.
Il ‘carrellista’ disturbato non ha coscienza di vivere in un mondo nel quale ci sono anche i cosiddetti ‘altri’.
Può sembrare una persona normale, ma non è così.
Si avvicina di soppiatto, non lo percepite perché ci sta tanta gente, e ad un certo punto, mentre pensate alle cose vostre, vi taglia la strada. Ha fretta, lui….o lei….ma in realtà la causa non è la fretta: è un disturbo mentale.
Voi camminate velocemente e a malapena riuscite ad evitare di andargli addosso, ma una frazione di secondo dopo vi trovate tra le gambe il suo carrello lanciato in velocità, trascinato con forza incredibile.
Infatti il carrello è parte integrante della sua personalità incompleta, immatura, egocentrica, insomma malata.
Se siete abili e riuscite a stopparvi in tempo non vi succede niente o quasi.
Al massimo una dolorosa contusione.
Ma se siete distratti, se non siete in perfetta forma psico-fisica, per esempio per età o altro, cadete per terra e rischiate di rompervi l’osso del collo o almeno un braccio.
A quel punto, l’incosciente potrebbe anche, in casi rari, chiedervi scusa, per timore delle conseguenze in presenza di testimoni, con l’aria di un angioletto, ma solo se si accorge di aver causato un disastro e di vedervi almeno mezzo morto per terra.
Se invece vi salvate miracolosamente, magari perché siete cintura nera professionista di judo e vi allenate 8 ore al giorno, e gli fate notare che dovrebbe stare un po’ più attento, preparatevi a ricevere, nella migliore delle ipotesi, una serie lunghissima di orrendi insulti.
Maschio o femmina che sia, l’incosciente cercherà con tutta la sua disturbata fantasia di umiliarvi e di minacciarvi.
Non è capace di autocritica.
Vive a modo suo e continuerà a farlo ancora.
Non è curabile perché non sa di essere malato.
State attenti.
Non sottovalutate il pericolo dei carrelli trascinati in mezzo alla gente da soggetti disturbati. Ma anche quelli portati dai ‘normali’ sono molto pericolosi.

 

IL DISCORSO D’INSEDIAMENTO DI DONALD TRUMP

IL DISCORSO D’INSEDIAMENTO DI DONALD TRUMP
Il discorso di Trump mi è sembrato perfettamente in linea con le caratteristiche di fondo del personaggio.
Demagogia, populismo, patriottismo, protezionismo e molta retorica.
Non ha detto “Dio è con noi” (forse perché sa quanti disastri ha generato nella storia dell’umanità questa frase), ma poco ci manca.
L’America deve preoccuparsi innanzitutto degli Americani. Nello stesso tempo, però, l’America può risolvere i più gravi problemi del mondo, fra cui in particolare la fame ed il terrorismo. Forse non si è reso conto della contraddizione evidente. Spesso la retorica cozza con la logica.
Da questo momento, dice Trump, il Popolo si riprende il suo potere.
Non si tratta di un normale avvicendamento: il neopresidente parla apertamente di una nuova epoca, di una rinascita dell’America.
Gli Americani saranno protetti dal più grande Esercito del mondo e da Dio.
Amen.

IL DELITTO DI AVETRANA

IL DELITTO DI AVETRANA
Guardando le foto di Sabrina Misseri e della povera Sarah Scazzi mi è venuta in mente la filosofia di Nietsche!
Tutti, o per meglio dire molti, sanno che la base di tutto il pensiero di Nietzsche è la contrapposizione tra spirito apollineo e spirito dionisiaco……
Procediamo con ordine.
Si capisce subito che la tragedia di Avetrana si presenta come una tipica tragedia greca.
Avetrana, il cui nome originario è Vetrana, è una città di origine antica. Fu fondata, a quanto pare, dai Romani, ma in un territorio in cui la cultura messapica, di origine illirica, da secoli si fondeva con quella magnogreca. Quindi l’influsso greco era chiaramente preponderante.
Sulla base delle risultanze processuali, si tratta di una tragedia della gelosia: in base alla sentenza, Sabrina Misseri ha ucciso, in concorso con la madre Cosima, la cugina Sarah Scazzi perché quest’ultima con la propria bellezza attraeva troppo Ivano Russo, un ragazzo di cui Sabrina era innamorata. Anche il padre di Sabrina, lo zio Michele, è un tipico eroe tragico dell’arcaica civiltà contadina: disperato per la sorte della moglie e della figlia, decide di immolarsi per salvarle autoaccusandosi dell’assassinio di Sarah, immettendo nella vicenda una scabrosa nota incestuosa di molestie sessuali finite male nei confronti della bella nipote.
La gelosia è un tema quasi onnipresente nella mitologia greca e quindi nella letteratura tragica, che sulla mitologia si basa. La gelosia di Deianira è la causa della morte di Eracle-Ercole; Medea non solo fa morire la rivale in amore Glauce, ma arriva al punto di dare in pasto a Giasone, che le aveva promesso eterno amore e poi si era innamorato della suddetta Glauce, i figli da lui stesso avuti….
Ma l’evidente tematica tragica è solo un aspetto superficiale di tutta la vicenda, che in effetti rivela un conflitto perenne, individuato dal genio di Friedrich Nietsche, tra Apollo e Dioniso.
Guardate le foto della povera Sarah -o Sara- e di Sabrina insieme:

https://www.google.it/search?q=sabrina+e+sarah+cugine&prmd=ivn&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiN1sX8mKPSAhWqPZoKHSpLDgwQ_AUIBygB&biw=360&bih=616%20i

Si capisce che il conflitto tragico tra Sabrina e Sara non è quello della ‘brutta’ che odia la ‘bella’ al punto di ucciderla. In verità anche Sabrina è bella, anzi bellissima. Guardate i suoi occhi scuri affascinanti, in cui sentite la forza oscura di un’antica civiltà mediterranea matriarcale! E guardate il suo corpo forte e femminile nello stesso tempo. Altro che brutta! Lì c’è tutta l’energia primordiale dell’ebbrezza selvaggia dionisiaca.
La povera Sara, invece, rientra perfettamente nell’apollineo con la sua bellezza pura, eternamente fissata dalla tragica morte nella sua forma adolescenziale incorrotta….
Ma che cos’è, in fondo, la tragedia, se non il canto del capro, come la stessa etimologia della parola c’insegna? Un canto dionisiaco, visto che il capro era animale sacro a Dioniso, dio dell’ebbrezza e della natura selvaggia, e le catartiche rappresentazioni tragiche si svolgevano nel corso di feste dionisiache….
Nietsche si sarebbe appassionato alla vicenda di Avetrana. Ne sono convinto.

GUERRA DI RELIGIONE

10 APRILE 2017
GUERRA DI RELIGIONE
Una grande parte della società occidentale si ostina a non voler accettare, per ragioni ideologiche che alterano e deformano la visione dei fatti, un dato assolutamente evidente ed estremamente allarmante.
Il dato di fatto, nudo e crudo, è questo: una porzione abbastanza consistente del mondo islamico (quindi non tutto: è bene ribadirlo) sta portando avanti una ‘guerra santa’ non contro il solito ‘capitalismo imperialista’, non contro le multinazionali del petrolio, non contro i colonizzatori, ma contro il Cristianesimo e la civiltà occidentale in quanto tali.
Possiamo discutere quanto si vuole su quelle che sono le ‘colpe’ storiche dell’Occidente, possiamo anche almeno in piccola parte ‘giustificare’ (nel senso di cercare di ‘comprendere’ storicamente senza per questo approvare moralmente) il fondamentalismo islamico come una conseguenza del lungo periodo del colonialismo.
Ma tutto questo non ci deve far chiudere gli occhi di fronte alla realtà del cosiddetto ‘qui ed ora’.
Attenzione: oggi i cristiani vengono perseguitati e frequentemente uccisi in massa nei paesi islamici. Vengono uccisi non perché siano considerati inviati delle multinazionali occidentali del petrolio.
I cristiani perseguitati e spesso uccisi, uomini, donne e bambini innocenti, che cosa c’entrano con le multinazionali e con il capitalismo imperialista?
Vengono uccisi semplicemente perché sono cristiani, perché non vogliono convertirsi all’Islam e continuano a praticare la loro religione.
Non solo: gli stessi musulmani sono stati e sono vittime dei fondamentalisti. In Algeria una massa enorme, non ancora esattamente quantificata, di musulmani sono stati massacrati perché non erano ABBASTANZA musulmani, compresi moltissimi giornalisti (arabi, musulmani) colpevoli di dire la verità.
Per non parlare della ‘guerra santa’ tra musulmani sciiti e sunniti!
Oggi nel cuore del Medio Oriente esiste un vero e proprio stato (musulmano sunnita) denominato ‘Califfato’ il cui scopo dichiarato ed anche attuato di fatto è proprio quello di distruggere, di cancellare dalla faccia della terra tutte le altre religioni.
Anche il recente attentato di Stoccolma dimostra in modo inequivocabile che il vero nemico, secondo i fondamentalisti, è la civiltà occidentale in quanto non ancora sottomessa all’Islam.
Si veda a questo proposito:
Tutto questo è GUERRA DI RELIGIONE!
Non è guerra contro l’imperialismo capitalista, non è lotta di classe secondo il modello interpretativo marxista.
La guerra di religione deriva da un dato di fatto psicosociale naturale ed universale antico quanto l’uomo, ben più antico del capitalismo: si chiama legame di gruppo.
Si tratta di un legame, basato anche sulla religione, molto più forte dell’identità socio-economica di classe. Si ama chi sta dentro il gruppo, si odia chi sta fuori.
Leggetevi o rileggetevi ‘Psicologia delle masse ed analisi dell’io’ di Sigmund Freud.

 

GLI AIUTI UMANITARI NEL MONDO

Gli aiuti umanitari crescono, ma a quanto pare sono ancora insufficienti.
Saranno mai sufficienti?
Serviranno sempre?
Sono convinto che se non si risolve il problema della crescita demografica nei Paesi del Terzo e Quarto Mondo non si arriverà mai ad una soluzione.
La Cina ha saputo frenare drasticamente la crescita della popolazione ed anche per questo è diventata una grande potenza economica. Purtroppo le ideologie ancora imperanti impediscono di vedere la radice essenziale del problema e propongono soluzioni utopistiche. Di questo passo si arriverà inesorabilmente alla catastrofe.
Ma torniamo al discorso sugli aiuti.
Stando al RAPPORTO AGIRE 2016, come dicevo gli aiuti umanitari aumentano, ma sono insufficienti.
Nella classifica dei ‘donatori’, diciamo così, l’Italia occupa il diciassettesimo posto.
Gli Stati Uniti, la patria del capitalismo imperialista sfruttatore secondo le moderne ideologie manichee, sono sempre al vertice della classifica con quasi 6 miliardi e mezzo di dollari. È probabile, non sicuro, che l’amministrazione Trump diminuisca il flusso degli aiuti. Vedremo.
Seguono Turchia, Regno Unito, Unione Europea e Germania.
Aumentano gli aiuti da parte dei paesi arabi ed i contributi da parte di privati.
Comunque, nessuno parla della sovrappopolazione.
Notiamo che l’aumento della popolazione mondiale è costante, anche se per fortuna il tasso di crescita è un po’ diminuito: più di 7 miliardi di esseri umani censiti nel 2013! Notiamo anche che in circa 300 anni la popolazione globale è aumentata di circa 10 volte.
Come faremo?
Forse non è politically correct parlare di questo problema….
 

GLI INSULTI SU FACEBOOK

Vorrei affrontare il discorso relativo ai molto frequenti insulti nei commenti ai post su Facebook.
Come dottore in Psicologia Clinica ritengo di avere una certa competenza.
Le persone pronte a insultare subito chi la pensa diversamente sono a mio avviso da considerare come psichicamente immature.
Scoprire che una persona la pensa in modo diverso può essere molto frustrante, soprattutto per chi non ha perfettamente completato il proprio sviluppo psichico.
Alla frustrazione si può reagire in molti modi. Una persona matura può, per esempio, ironizzare, oppure sviluppare un argomento che logicamente smentisce la tesi dell’interlocutore.
L’insulto rientra nel tipico meccanismo di difesa immaturo denominato “acting out”. Il soggetto “agisce” l’emozione, come si suol dire in senso tecnico usando il verbo transitivamente, dando immediato sfogo al suo impulso aggressivo derivante dalla frustrazione.
Questo tipo di comportamento, normale nel bambino, è considerato sostanzialmente un sintomo di non completa integrazione psichica nell’adulto, soprattutto se reiterato.
Diciamo anche che, in termini psicoanalitici, dipende da un difettoso funzionamento dell’istanza psichica denominata “io”, il cui compito consiste proprio nella mediazione tra le richieste pulsionali interne e l’ambiente e nella gestione dei conflitti intrapsichici.

GEOPOLITICA….SPICCIOLA.

25 dicembre 2016
Il misterioso caso dell’aereo russo precipitato mi spinge a tentare di fare un’analisi geopolitica molto semplificata.
Con buona pace dei Professori di Geopolitica.
Diciamo come la si farebbe….al bar, chiacchierando fra amici.
Nel mondo esistono di fatto solo due dicasi due superpotenze: USA e Russia. Più o meno la situazione è la stessa di prima del crollo del Muro di Berlino nel 1989.
Gli interessi delle due superpotenze sono NATURALMENTE in contrasto, esattamente come nel periodo della Guerra Fredda, della serie: non tenere due galli nel pollaio.
Nel grande, rumoroso, affollato e caotico pollaio del Mondo, rispetto a prima del 1989, qualcosa però è cambiato.
Prima l’Europa centro-orientale stava sotto l’Urss, il Grande Gallo comunista, che esiste ancora, anche se, a quanto pare, non è più ‘sovietico’, ma ha ereditato quasi tutto dal vecchio regime. Ora l’Europa dell’Est è formata da tanti stati indipendenti, che sono entrati in massa nell’Unione Europea, il Neo-Grande Gallo (pare molto spennacchiato…), senza minimamente rendersi conto del significato e delle conseguenze di questa mossa che ancora oggi pare assai dubbia e piena di punti interrogativi.
Tralasciamo, per il momento, l’Africa e l’Asia in generale. Ne parleremo a tempo debito.
Prima del 1989 la questione palestinese era il principale, anche se certo non l’unico, nodo della politica internazionale.
Ora il nodo palestinese è rimasto, ma se ne è aggiunto un altro: il fondamentalismo islamico ha rotto tutti gli argini. È nato addirittura uno stato ‘islamico’ il cui scopo dichiarato è quello di riportare il mondo indietro fino al VII secolo. E se qualcuno non lo ferma….potrebbe forse anche riuscirci, approfittando del caos che regna nel pollaio del Mondo. Come a suo tempo l’Islam approfittò della mancanza dell’Impero Romano d’Occidente e dell’eccessivo fiscalismo dell’Impero Romano d’Oriente.
Vorrei far notare che in Siria, oggi, sta succedendo qualcosa di simile a ciò che era accaduto in Afghanistan: l’Amerika, il Grande Gallo dell’Ovest, appoggiava i guerriglieri islamici contro i sovietici. Ci fecero anche un film della serie ‘Rambo’! Ora guarda caso non lo trasmettono più…. Poi i guerriglieri sono diventati ‘talebani’ e George Bush jr. ha fatto la guerra all’Afghanistan fondamentalista subito dopo l’11 settembre.
La Siria è sempre stata con i russi. Era la testa di ponte contro Israele, ovviamente filoamericano. L’Amerika, di conseguenza, quando è iniziata la rivolta contro il regime di Assad, che comunque non era esattamente un santo, ha visto la possibilità di mangiarsi un altro pezzettino dell’ex-impero sovietico. Ma proprio in Siria è scoppiato il bubbone Isis con conseguenze planetarie. Ovviamente i russi appoggiano senza riserve Assad, dando poca importanza ai metodi che usava per reprimere la rivolta. Si vedano i rapporti di Amnesty International. Però adesso sembra che l’opinione pubblica internazionale preferisca Assad ai tagliagole professionisti dell’Isis. Si capisce.
Insomma, un grande guazzabuglio.
Ma forse, parlandone così, alla buona, usando un pochino di memoria e di buonsenso, qualcosa ci si capisce…..

GEOPOLITICA – I GRAVI RISCHI IMPLICITI NELLA POLITICA DI TRUMP

11 febbraio 2017
GEOPOLITICA – I GRAVI RISCHI IMPLICITI NELLA POLITICA DI TRUMP
Non ci sono dubbi: Donald Trump incontra forti opposizioni, sia all’interno che all’esterno.
Il che mi sembra naturale.
La decisione di impedire l’entrata negli USA di cittadini provenienti da ben 7 paesi islamici, giustificata dal pericolo terrorismo, rischia di produrre conseguenze gravi, profonde e durature.
Il mondo islamico nel suo insieme è attraversato da una crisi molto evidente, i cui esiti sono difficili da prevedere.
Il fondamentalismo antioccidentale ed anticristiano è estremamente diffuso.
In questa situazione, il neopresidente americano getta benzina sul fuoco.
Particolarmente pericoloso mi sembra il peggioramento dei rapporti con l’Iran. Dopo molti anni di contrapposizioni dure seguite alla rivoluzione khomeinista, si era negli ultimi tempi creata una tenue possibilità di fare fronte comune contro il sedicente stato islamico. Ora la tensione tra USA ed Iran sta ricominciando a salire. Questo favorirà la ripresa delle tendenze antioccidentali in un paese la cui posizione geopolitica è cruciale per tutta una serie di motivi, tra cui il grave problema del programma nucleare portato avanti ormai da diverso tempo dal governo iraniano.
L’Iran è infatti considerato da Israele, importante punto di riferimento per l’Occidente in Medio Oriente, come la minaccia più grave in assoluto.
La tensione USA-Iran rischia quindi di sconvolgere tutti i fragili equilibri medioorientali.