AREA SACRA DI SANT’OMOBONO

Da Wikipedia prendiamo le notizie fondamentali:
L’area di Sant’Omobono è una area archeologica di Roma, scoperta nel 1937 nei pressi della chiesa di Sant’Omobono (all’incrocio tra l’odierna via L. Petroselli e il Vico Jugario, ai piedi del Campidoglio), la cui esplorazione ha restituito documenti di importanza eccezionale per la comprensione della storia di Roma arcaica e repubblicana. Vi sono compresi due templi, il tempio di Fortuna e il tempio di Mater Matuta.
Da un punto di vista stratigrafico e quindi cronologico l’area si presenta piuttosto complessa. Da una capanna dell’VIII secolo a. C. si arriva al V d. C., quando viene costruito il primitivo edificio di culto cristiano, ricostruito nel Quattrocento e successivamente dedicato a Sant’Omobono.
 La vicenda costruttiva presenta ancora oggi molti aspetti di difficile interpretazione. L’archeologo Filippo Coarelli distingue ben otto fasi stratigrafiche.
Ciò che possiamo oggi vedere abbastanza chiaramente, comunque, appare costituito fondamentalmente da due edifici templari che la tradizione attribuisce al re etrusco Servio Tullio (578-539 a. C.). I templi, che sin dalle origini dovevano costituire un unico santuario sicuramente anteriore all’epoca di Servio, sono dedicati a divinità femminili: Fortuna e Mater Matuta. Il tempio visibile completamente è quello dedicato a Fortuna. L’altro si trova in gran parte sotto la chiesa di Sant’Omobono.
Davanti ai templi sono visibili i resti dei rispettivi altari, di un arco legato probabilmente alle processioni trionfali e di un grande ‘donario’ votivo costruito dal console Marco Fulvio Flacco dopo la conquista della città etrusca di Volsinii (Orvieto) nel 264 a. C. (come attesta un’iscrizione).