Allora cerchiamo di capirci qualcosa….
La moneta unica europea è stata adottata da 19 dei 28 stati che fanno parte dell’Unione Europea, dicasi 19 su 28!
E questo è il primo guazzabuglio.
Il secondo guazzabuglio è che alcuni stati hanno adottato l’euro ma non fanno parte dell’Unione Europea!
La circolazione della moneta unica è effettivamente iniziata in data 1-1-2002.
Ma da chi viene ‘emessa’ questa moneta unica?
Dalla BANCA CENTRALE EUROPEA e dal SISTEMA EUROPEO DELLE BANCHE CENTRALI.
Questo è un punto che merita la massima attenzione.
Chi emette la moneta unica non è uno stato europeo sovranazionale, che del resto non esiste e forse non esisterà mai.
L’organismo che amministra la moneta unica è la BANCA CENTRALE EUROPEA.
A questo punto dobbiamo prendere in considerazione la BANCA CENTRALE EUROPEA e cercare di capire la natura e l’essenza di questa entità misteriosa che viene però continuamente nominata e tirata in ballo.
Si tratta dell’organo, diciamo così, incaricato di attuare la ‘politica monetaria’ europea. Notiamo subito: si tratta di un organismo essenzialmente finanziario il cui compito è essenzialmente politico: terzo guazzabuglio.
A questo punto, prima di andare avanti, può essere utile una chiara e semplice definizione del concetto di politica monetaria, per maggiore chiarezza:
“La politica monetaria è l’insieme degli strumenti, degli obiettivi e degli interventi adottati per modificare e orientare la moneta, il credito e la finanza, al fine di raggiungere obiettivi prefissati di politica economica, di cui la politica monetaria fa parte.” (da Wikipedia).
Da questa breve definizione che cosa capiamo? Capiamo, come ho già detto, che un organismo finanziario gestisce la politica economica della cosiddetta ‘zona euro’. Non è la politica che gestisce l’economia, ma al contrario l’economia gestisce la politica.
Dobbiamo ora aprire una lunga parentesi.
Normalmente, generalmente, la moneta è l’espressione di uno ‘stato’, cioè di un’organizzazione politico-giuridica dotata di un governo e di un territorio.
Nella vecchia -e a quanto pare molto rimpianta- moneta italiana, la ‘lira’, sia cartacea che metallica, potevamo sempre leggere da qualche parte la scritta ‘REPUBBLICA ITALIANA’. Questa dicitura significava una cosa fondamentale: si trattava della moneta corrente e valida di uno stato sovrano preciso e perfettamente individuato: lo stato italiano, dotato di governo, territorio, parlamento, forze armate e via dicendo.
Nel caso dell’Euro dobbiamo chiederci a quale stato appartenga questa moneta.
Non esiste uno ‘stato’ europeo. L’attuale Unione Europea è il prodotto di un lungo travaglio storico il cui scopo iniziale, nobilissimo, era quello di scongiurare ulteriori conflitti dopo la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, bisogna precisare che sin dall’inizio la Comunità Europea ha avuto un carattere essenzialmente economico. Ed oggi? Possiamo parlare di unione politica? Di certo l’Unione Europea non è uno stato federale come gli Usa. La natura politico-giuridica dell’Unione Europea non è del tutto chiara, visto che gli stati che ne fanno parte sono sovrani in tutto e per tutto -infatti spesso si trovano clamorosamente in disaccordo-, fatta eccezione per la politica economica.
Il principale guazzabuglio è proprio questo: la moneta unica non è l’espressione chiara e diretta di uno stato precisamente individuato.
NORMALMENTE, lo stato, o per meglio dire il governo di uno stato utilizza la moneta, cioè fa politica diciamo monetaria, per attuare una politica economica generale in relazione ai bisogni ed alle necessità di una comunità.
Nel caso dell’Unione Europea CHI fa la politica economica, anche attraverso la moneta, e CON QUALI OBIETTIVI D’INTERESSE GENERALE? E qual è, in effetti, l’interesse politico-economico generale dell’Unione Europea?
Risulta evidente, ed il recente clamoroso disastro della Grecia, di cui da qualche tempo i mass media non si occupano più, lo dimostra in modo chiaro, che non è facile rispondere a questa domanda.
Sembra di capire che ufficialmente, sin dall’inizio, l’interesse generale di questa specie di comunità economico-monetaria (non politica!) sia stato e sia tuttora quello di garantire la libera circolazione di beni e persone e la libera concorrenza.
Ma siamo sicuri che questo (presunto) interesse generale coincida sempre e comunque con l’interesse delle singole comunità nazionali?