La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme (detta anche Basilica “Sessoriana”), una delle Sette Chiese del pellegrinaggio tradizionale, si trova nel Rione Esquilino, accanto alle Mura Aureliane (nel punto in cui inglobano il cosiddetto Anfiteatro Castrense), nell’area compresa fra la Basilica di San Giovanni in Laterano e Porta Maggiore. Nella prima metà del III sec. d.C. i Severi vi costruirono una nuova residenza imperiale che comprendeva un palazzo (noto come “Palazzo Sessoriano”), il Circo Variano, l’Anfiteatro Castrense e le cosiddette Terme Eleniane (i cui resti sono visibili sull’altro lato della strada, nei pressi di un mercato dell’usato). Accanto alla chiesa, si trovano a sinistra i resti del Circo Variano e a destra l’Anfiteatro Castrense. Costantino fece ristrutturare il palazzo severiano e quando la capitale venne trasferita a Bisanzio a sua madre Elena rimase la piena gestione dell’ex-residenza dei Severi. Dopo aver trovato le famose reliquie della Santa Croce in Terra Santa, Elena fece costruire nel palazzo una cappella per ospitarle degnamente e consentirne la venerazione da parte dei fedeli. Questa cappella costituisce in effetti il nucleo primario dell’attuale basilica. Dopo vari interventi succedutisi nel tempo, nel XII secolo, con Lucio II (1144-1145), la chiesa assunse la forma definitiva a tre navate e vennero aggiunti un campanile e un portico. L’aspetto attuale risale al XVIII secolo. Gli architetti Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini, su commissione di papa Benedetto XIV (1740-1758), che era stato cardinale titolare della chiesa, attuarono importanti interventi sia all’interno che all’esterno. Venne costruito un bellissimo atrio ellittico e la facciata medioevale venne sostituita da una struttura in travertino. La nuova facciata presenta un alternarsi di volumi concavi e convessi chiaramente ispirati allo stile barocco e più precisamente borrominiano.
Tra le opere presenti all’interno della chiesa, bisogna assolutamente soffermarsi ad ammirare gli splendidi affreschi della fine del Quattrocento nel catino absidale, attribuiti ad Antoniazzo Romano e Soci. Essi rappresentano la Leggenda della Vera Croce, vale a dire la vicenda del ritrovamento della Croce di Cristo da parte di S. Elena, secondo la versione riportata nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.
Tramite una scala che si trova in fondo alla navata destra si arriva alla notevole Cappella di S. Elena, nella cui volta possiamo vedere un mosaico del v secolo rifatto da Baldassarre Peruzzi nel Cinquecento. Al di sotto del pavimento della cappella si trova la terra proveniente dal Calvario e qui portata da S. Elena. Ciò spiega il nome della chiesa: “in Gerusalemme”.
Sitografia:
https://www.santacroceroma.it/it/features-2/storia.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Croce_in_Gerusalemme
https://www.romasegreta.it/esquilino/s-croce-in-gerusalemme.html
Bibliografia:
(a cura di) Emilia Stolfi, La Basilica di S. Croce in Gerusalemme, ed. Lozzi Roma
Emilia Stolfi, Le Reliquie della Passione nella Basilica di S. Croce in Gerusalemme, ed. Eleniane
(Foto di Pietro Massolo)


















