Bisogna approfittare di ogni occasione per studiare le opere di Giacomo Balla (1871-1958).
La sua produzione artistica rappresenta, infatti, l’evoluzione completa della pittura e diciamo di tutta la cultura italiana del Novecento.
All’inizio si concentrò sulla tecnica divisionista, della quale può essere considerato un maestro indiscusso oltre che originale, poi aderì anima e corpo al futurismo.
Fu tra gli artisti preferiti dal Duce.
Il suo bisogno di novità lo spinse, nel 1937, ad abbandonare anche il futurismo per sviluppare un suo personale discorso figurativo. La sua scelta lo mise al di fuori della cultura ufficiale, ma nel dopoguerra venne ampiamente rivalutato, nonostante il ‘marchio’ fascista che pesava come un macigno.
Col passare del tempo, direi che il valore universale della sua arte è stato sempre più riconosciuto. Oggi è considerato unanimemente come uno dei grandi della pittura italiana del XX secolo.
Fino al 26 marzo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Affrettarsi!