Jean Arp (1887-1966) fu tra i fondatori del Dadaismo, un movimento culturale nato nel 1916, quindi nel pieno della Grande Guerra (ma in Svizzera, paese neutrale), il cui scopo principale era quello di distruggere tutte le convenzioni artistiche esaltando la libertà creativa assoluta.
La ribellione dei dadaisti andava tuttavia ben oltre la concezione dell’arte, investendo tutta la cultura europea, colpevole di aver fatto sprofondare il mondo nella catastrofe del conflitto.
Dopo la guerra, Arp aderì prima al movimento surrealista e poi a quello astrattista. Ma rimase sempre legato ai dettami fondamentali del dadaismo.
Artista completo ed instancabile sperimentatore, Arp a partire dagli anni ’30 si dedicò prevalentemente alla scultura.
Negli anni ’50 la sua opera cominciò ad ottenere importantissimi riconoscimenti internazionali.
Alla base di tutta la sua produzione sta l’esaltazione della casualità contrapposta alla razionalità. Il caso rappresenta per Arp l’essenza non solo della creatività artistica, ma della vita in generale.
La mostra merita una visita non solo per le opere di Arp. Particolarmente originale e stimolante è l’allestimento curato dall’architetto Francesco Venezia.
Bisogna anche dire che si conferma la validità della scelta culturale di proporre un artista moderno all’interno di un museo archeologico.
Alle Terme di Diocleziano fino al 15 gennaio.