SAN PANTALEO

La chiesa dedicata a San Pantaleone, martire sotto Diocleziano, è attestata dal XII secolo.
Venne affidata agli Scolopi, che ancora la possiedono, nel 1621.
Nel 1681 iniziò la ricostruzione su progetto di Giovanni Antonio de Rossi.
La facciata è molto importante nella storia dell’architettura. Fu realizzata all’inizio dell’Ottocento da Giuseppe Valadier secondo i dettami dello stile denominato ‘rivoluzionario’, che può essere considerato come una variante del neoclassico allora imperante.
Questo stile particolare fu l’espressione architettonica tipica della cultura illuministica. Esso si basa, in generale, sulla semplicità, sul geometricismo, sulla funzionalità e sul simbolismo. Il progetto, mai realizzato, del Cenotafio di Newton, di Étienne-Louis Boullée, può essere considerato come la quintessenza dello stile rivoluzionario: un’enorme sfera cava alta 150 metri poggiata su un terrazzamento. Grande valenza simbolica per celebrare l’utopia della Ragione.
In effetti, anche la facciata di San Pantaleo si presenta semplice e geometrica, sia pure un po’ elaborata: doppio ordine compatto, bugnato liscio, lieve concavità centrale, grande finestra di tipo termale, fregio con bassorilievo centrale, timpano nel portale e al vertice dell’ordine superiore.
Il tutto, bassorilievo compreso, per celebrare l’ideale religioso dell’Ordine degli Scolopi, fondato da San Giuseppe Calasanzio nel 1617: l’illuminismo accostato ad un ordine religioso della Controriforma!
L’interno è a navata unica, come quello di molte chiese barocche.
Sulla volta, notevole l’affresco barocco che rappresenta Il Trionfo del Nome di Maria, di Filippo Gherardi (1643-1704).
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