“IL TEMPO DI CARAVAGGIO”-MUSEI CAPITOLINI

http://www.museicapitolini.org/it/mostra-evento/il-tempo-di-caravaggio

https://it.wikipedia.org/wiki/Ragazzo_morso_da_un_ramarro#/media/File:Michelangelo_Caravaggio_061.jpg

Nozioni preliminari per capire e interpretare l’esposizione:
1- a Roberto Longhi si deve la “riscoperta” di Caravaggio, iniziata con la tesi di laurea discussa nel 1911-
2- le opere esposte appartengono infatti alla sua collezione-
3- per Longhi Caravaggio è stato il primo pittore dell’età moderna, ma per capire la vera portata di questo giudizio occorrerebbe prima trovare un accordo su che cosa sia l’età moderna nella Storia dell’Arte, il che non è facile…-
4- il dato di fatto oggettivo è che fra ‘500 e ‘600 avviene una rivoluzione nella pittura: Annibale Carracci e Michelangelo Merisi da Caravaggio travolgono gli schemi e i concetti formali del Manierismo (che peraltro sopravvivono per qualche decennio) e diventano i modelli di due tendenze contrapposte, il classicismo e il caravaggismo-
5- l’unica opera di Caravaggio presente nella mostra è il “Ragazzo morso da un ramarro”, risalente ai primi anni del soggiorno romano dell’artista, nella quale si possono evidenziare tre aspetti: la posa scomposta del ragazzo, colto nell’attimo preciso in cui viene morso dal rettile; l’espressione facciale che mostra dolore e sorpresa; l’eccezionale, direi virtuosistica rappresentazione della “natura morta”, con i frutti disposti senza una ricerca di ordine e di armonia, e la brocca che riflette la finestra-
6- le altre opere esposte rappresentano bene il tema generale del caravaggismo con le sue molteplici varianti, dal tenebroso Gherardo delle Notti all’elegante Valentin de Boulogne-
7- nell’ultima sala possiamo ammirare un bellissimo S. Sebastiano curato dagli Angeli di Giacinto Brandi (1670 circa), pienamente barocco, certo, anche se non privo di una riconoscibile “impronta” caravaggesca, ma qui si apre il difficile discorso del rapporto fra Caravaggio e il barocco…

(Salvo diversa indicazione chiaramente specificata, testi e immagini di questo sito sono di Pietro Massolo e quindi sono sotto la protezione della LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE)

Trinità dei Monti

Iniziata nel 1502 in stile gotico, fu poi ampliata e infine consacrata nel 1585-
Vari architetti hanno lavorato alla realizzazione di questa chiesa-
La facciata (1584) è stata forse progettata da Giacomo della Porta-
La scalinata di accesso a doppia rampa (1587) è di Domenico Fontana-
Tra le molte opere presenti all’interno, bisogna segnalare soprattutto una straordinaria Deposizione di Daniele da Volterra, capolavoro del Manierismo-

Nel suo aspetto attuale, questa Chiesa può essere considerata come un vero gioiello barocco.

Foto di Pietro Massolo-

PIAZZA DI SANT’IGNAZIO

Rione Pigna

Prende il nome dalla famosa chiesa barocca dedicata al fondatore dell’Ordine dei Gesuiti, iniziata nel 1626. Il papa Benedetto XIII (1724-1730) voleva creare una scenografia adeguata alla chiesa di S. Ignazio e questo richiedeva la demolizione dell’insignificante tessuto urbano antistante. Ne nacque un vero capolavoro. La conformazione di questa piazza, realizzata tra il 1727 e il 1728 e nota anche come il capolavoro del “barocchetto romano”, è opera dell’architetto Filippo Raguzzini (1690-1771). Risulta di certo piuttosto piccola se paragonata alla monumentalità della chiesa e questo costituisce già un effetto barocco. Raguzzini ebbe l’idea originale di utilizzare tre ovali accostati come schema geometrico di base e contrappose alla chiesa tre palazzi curvilinei, che in un certo senso “abbracciano” i passanti come il colonnato del Bernini: “I nuovi edifici di Raguzzini, progettati per essere affittati al ceto medio, presentano ancora oggi un elegante disegno curvilineo, derivato da uno schema geometrico basato su tre ovali tangenti e scandito da un’intelaiatura lineare con un accentuato sviluppo verticale. I cantonali smussati ammorbidiscono le linee architettoniche limitando, come in un morbido abbraccio di berniniana memoria, lo spazio della corte, strettamente collegato al tessuto urbano circostante” (Claudia Viggiani: https://claudiaviggiani.com/piazza-santignazio-e-filippo-raguzzini-a-roma/ ). Se lo scopo dell’artista barocco è quello di stupire, Raguzzini lo raggiunge sia con le concavità dei palazzi (tanto care al Borromini), sia con il restringimento dello spazio visivo che impedisce una visione completa della chiesa, la cui facciata, infatti, può essere fotografata integralmente soltanto di sguincio (a meno che non vengano usati particolari dispositivi). In questo modo, sviluppando la poetica barocca, Raguzzini anticipa l’idea dell’opera d’arte in un certo senso “concettuale” intesa come creazione dello sguardo soggettivo piuttosto che come entità materiale statica oggettiva. Il risultato finale è che la struttura razionale della piazzetta domina la chiesa e non viceversa: non a caso siamo nell’epoca dell’lluminismo….

Sitograia:

https://claudiaviggiani.com/piazza-santignazio-e-filippo-raguzzini-a-roma/

https://zedprogetti.it/2018/03/04/filippo-raguzzini-architetto-del-700-barocco-roma-geniale-connubio-estetica-razionalita-piazza-s-ignazio/

https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Sant%27Ignazio

https://www.romasegreta.it/pigna/s-ignazio.html

(Foto di Pietro Massolo)